Analisi dei Rischi Competitivi in Stata

Il dato di sopravvivenza in campo biostatistico ed epidemiologico richiede sempre più frequentemente approcci all’analisi che, da end-point compositi, permettano di evidenziare il ruolo di singoli segnali di fallimento della strategia terapeutica o di evoluzione della patologia. Le tipiche domande che un revisore scientifico pone nella letteratura clinica sono: “E’ possibile utilizzare un approccio di analisi che separi l’abilità che la strategia terapeutica ha nel contrastare l’evolversi della patologia, dal porre il paziente a rischio subire l’effetto della tossicità?” “Quale sarebbe l’abilità della strategia terapeutica nel contrastare l’evolversi della patologia se si potessero ridurre gli effetti della tossicità?” “Come descrivere nel tempo la proporzione di soggetti che soggiornano in vari stati in un contesto di modello illness death?” Alle prime due domande risponde la metodologia dell’analisi dei rischi competitivi, con due approcci di analisi distinti a seconda che tale domanda venga richiesta in termini di probabilità assoluta di osservare nel tempo il singolo rischio competitivo o in termini di probabilità controfattuali di sopravvivere liberi dal singolo rischio competitivo. Il chiarimento di questo aspetto ha delle implicazioni fondamentali a livello di strumenti metodologici necessari all’analisi nonché di interpretazione clinico/epidemiologica dei risultati e puo’ condurre ad errori di valutazione se non viene compreso. Alla terza domanda risponde la metodologia dei modelli multistato, che include i rischi come caso particolare. L’analisi dei rischi competitivi prevede sia l’utilizzo di metodiche di analisi tradizionali che di metodiche propriamente sviluppate per tenere conto delle peculiarità del dato. Gli approcci possono essere condotti con metodiche di analisi che si basano sia sulla valutazione dell’outcome mediante la classica funzione azzardo (e subdistribution hazard) sia mediante valutazioni innovative con il concetto di restrected mean life time ed il calcolo degli pseudo valori. A completare la metodologia di analisi per rischi competitivi, si affronteranno il principali  strumenti di analisi dei modelli mustistato.

 

In linea con la nostra filosofia di formazione, le sessioni teoriche sono affiancate da illustrazioni pratiche ed esempi provenienti da diverse discipline sia sociali che biomediche, in cui il docente chiarisce le limitazioni e i punti di forza di ogni metodologia, nonchè i criteri per la scelta e l’implementazione dello strumento  di analisi statistica più appropriato per il problema oggetto di studio. Alla fine del programma i partecipanti, beneficiando sia delle riflessioni metodologiche effettuate nelle applicazioni che dell’implementazione pratica con il software, saranno in grado di scegliere la tipologia di analisi da applicare nel proprio contesto coerentemente con la domanda clinico/epidemiologica.

Analisi dei Dati Longitudinali in Ambito Biomedico in Stata

I dati longitudinali hanno utilizzo sempre più diffuso negli studi epidemiologici (follow-up studies e clinical trials) e nella sanità pubblica per tre principali motivi: consentono un adeguato trattamento di varie forme di eterogeneità latente tra gli individui; possono migliorare notevolmente la precisione delle stime; consentono di sottoporre ad analisi empirica modelli realistici, con dinamica di breve e lungo periodo. Il workshop “Analisi dei dati longitudinali in ambito biomedico in Stata” pertanto offre ai partecipanti gli strumenti statistici, sia teorici sia applicati, necessari per: i) poter svolgere autonomamente analisi empirici di dati medici e bio-sanitari utilizzando le tecniche più recenti e avanzate, e ii) capire e valutare gli studi basati sui dati longitudinali riportati nella letteratura accademica e professionale. Durante il corso particolare attenzione sarà inoltre dedicata all’interpretazione e alla presentazione dei risultati.

 

Alla fine del workshop, il partecipante sarà in grado di implementare autonomamente le metodologie utilizzate durante il corso nel proprio specifico contesto di ricerca.

 

In linea con la nostra filosofia di formazione, le sessioni teoriche sono affiancate da illustrazioni pratiche ed esempi provenienti da diverse discipline biomediche, in cui il docente chiarisce le limitazioni e i punti di forza di ogni metodologia, nonché i criteri per la scelta e l’implementazione dello strumento di analisi statistica più appropriato per il problema oggetto di studio.

An Introduction to

Over the last few years we have experienced an unprecedented explosion in the availability of data relating to social, economic, financial and health-related phenomena. Today researchers, professionals and policy makers have therefore access to enormous datasets (so-called Big Data) containing an abundance of information regarding individuals, companies and institutions. Machine

Introduzione a Stata

Il corso fornisce gli strumenti necessari per permettere ai partecipanti di eseguire la gestione e l’analisi dei dati autonomamente in Stata in un modo efficace e riproducibile. Offre una panoramica completa delle funzioni di base Introduttive ai comandi disponibili per l’analisi descrittiva e la gestione dei dati, l’importazione e l’esportazione dei dati in altri formati e la produzione di grafici.

 

In linea con la filosofia generale dei nostri corsi di formazione, le lezioni saranno molto interattive e avranno contenuto prevalentemente applicato. Le lezioni includeranno numerose applicazioni empiriche su dati provenienti da diverse discipline. I partecipanti potranno sperimentare le tecniche apprese attraverso esercitazioni svolte dalle proprie postazioni di calcolo sotto la guida del docente.

Analisi dei Dati Amministrativi in Ambito Sanitario in Stata

Il dato di sopravvivenza in campo biostatistico ed epidemiologico richiede sempre più frequentemente approcci all’analisi che, da end-point compositi, permettano di evidenziare il ruolo di singoli segnali di fallimento della strategia terapeutica o di evoluzione della patologia. Le tipiche domande che un revisore scientifico pone nella letteratura clinica sono: “E’ possibile utilizzare un approccio di analisi che separi l’abilità che la strategia terapeutica ha nel contrastare l’evolversi della patologia, dal porre il paziente a rischio subire l’effetto della tossicità?” “Quale sarebbe l’abilità della strategia terapeutica nel contrastare l’evolversi della patologia se si potessero ridurre gli effetti della tossicità?” “Come descrivere nel tempo la proporzione di soggetti che soggiornano in vari stati in un contesto di modello illness death?” Alle prime due domande risponde la metodologia dell’analisi dei rischi competitivi, con due approcci di analisi distinti a seconda che tale domanda venga richiesta in termini di probabilità assoluta di osservare nel tempo il singolo rischio competitivo o in termini di probabilità controfattuali di sopravvivere liberi dal singolo rischio competitivo. Il chiarimento di questo aspetto ha delle implicazioni fondamentali a livello di strumenti metodologici necessari all’analisi nonché di interpretazione clinico/epidemiologica dei risultati e puo’ condurre ad errori di valutazione se non viene compreso. Alla terza domanda risponde la metodologia dei modelli multistato, che include i rischi come caso particolare. L’analisi dei rischi competitivi prevede sia l’utilizzo di metodiche di analisi tradizionali che di metodiche propriamente sviluppate per tenere conto delle peculiarità del dato. Gli approcci possono essere condotti con metodiche di analisi che si basano sia sulla valutazione dell’outcome mediante la classica funzione azzardo (e subdistribution hazard) sia mediante valutazioni innovative con il concetto di restrected mean life time ed il calcolo degli pseudo valori. A completare la metodologia di analisi per rischi competitivi, si affronteranno il principali  strumenti di analisi dei modelli mustistato.

In linea con la nostra filosofia di formazione, le sessioni teoriche sono affiancate da illustrazioni pratiche ed esempi provenienti da diverse discipline sia sociali che biomediche, in cui il docente chiarisce le limitazioni e i punti di forza di ogni metodologia, nonchè i criteri per la scelta e l’implementazione dello strumento  di analisi statistica più appropriato per il problema oggetto di studio. Alla fine del programma i partecipanti, beneficiando sia delle riflessioni metodologiche effettuate nelle applicazioni che dell’implementazione pratica con il software, saranno in grado di scegliere la tipologia di analisi da applicare nel proprio contesto coerentemente con la domanda clinico/epidemiologica.

Inflação pelo Índice Geral de Preços–10 cai de 1,69% para 1,07%

O Índice Geral de Preços–10 (IGP-10) registrou inflação de 1,07% em janeiro deste ano, taxa inferior ao 1,69% de dezembro. O índice é, no entanto, superior ao 0,26% de janeiro de 2019.

Segundo a Fundação Getulio Vargas (FGV), o IGP-10 acumula 7,81% em 12 meses.

Entre os subíndices que compõem o índice, a maior alta foi registrada no Índice de Preços ao Produtor Amplo, que mede o atacado e teve inflação de 1,38% em janeiro.

Apesar de ter registrado a maior taxa do IGP-10 em janeiro, o Índice de Preços ao Produtor Amplo teve queda em relação a dezembro de 2019, já que naquele mês a inflação tinha ficado em 2,26%.

O Índice de Preços ao Consumidor, que mede o varejo, também teve uma taxa inflação menor em janeiro (0,51%) do que em fevereiro (0,75%).

De acordo com a FGV, a inflação do Índice Nacional de Custo da Construção subiu de 0,06% em dezembro para 0,24% em janeiro.

Edição: Kleber Sampaio

Dataprev é incluída no Programa Nacional de Desestatização

A Empresa de Tecnologia e Informações da Previdência (Dataprev) foi incluída no Programa Nacional de Desestatização (PND), de acordo com o Decreto nº 10.199, de 15 de janeiro de 2020, publicado no Diário Oficial da União desta quinta-feira (16).

“Fica qualificada, no âmbito do Programa de Parcerias de Investimentos da Presidência da República – PPI, e incluída no Programa Nacional de Desestatização – PND a Empresa de Tecnologia e Informações da Previdência – Dataprev”, diz o decreto em seu artigo primeiro.

A Dataprev é uma empresa pública, criada em 1974, conforme a Lei nº 6.125, de 4 de novembro daquele ano, assinado pelo presidente Ernesto Geisel.

Em seu portal na internet, a empresa informa que, entre outros serviços, é responsável pelo processamento do pagamento mensal de cerca de 34,5 milhões de benefícios previdenciários e pela aplicação on-line que faz a liberação de seguro-desemprego.

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Edição: Aécio Amado

Ipea: alíquota de novo imposto proposto em PECs deve ficar em 27%

O Instituto de Pesquisa Econômica Aplicada (Ipea) calcula que se o Imposto sobre Bens e Serviços (IBS) vier a ser criado, como previsto em duas propostas de emenda à Constituição (PECs) em tramitação no Congresso Nacional, terá alíquota de 27%. Se aprovado, o novo imposto deve simplificar tributações sobre produtos e serviços.

“[A alíquota de 27%] colocaria o Brasil entre os países com as maiores alíquotas-padrão de IVA [imposto de valor adicionado] do mundo, ao lado da Hungria, que tributa em 27%, e acima de países como Noruega, Dinamarca e Suécia, com alíquotas de 25%”, como descreve estudo do instituto, disponível na internet.  

De acordo com o instituto, uma maneira de reduzir o impacto da alíquota seria aumentar o Imposto de Renda de Pessoas Físicas (IRPF) dos contribuintes mais ricos. “As PECs poderiam prever medidas de ampliação da base de incidência do imposto de renda, medidas que também podem ser sobre o patrimônio. Há aí grande potencial arrecadatório”, indica Rodrigo Octávio Orair –  um dos autores do estudo, e técnico de planejamento e pesquisa na Diretoria de Estudos e Políticas Sociais do Ipea. 

Ele calcula que “a alíquota efetiva de imposto de renda de um milionário brasileiro é de 2%”, isso porque no Brasil “a renda auferida do trabalho paga mais imposto do que a renda advinda do capital e dividendos.” O pesquisador ressalta que mudanças no Imposto de Renda não exigem emenda constitucional e podem ser estabelecidas por meio de lei complementar, com trâmite mais célere no Congresso Nacional. Em sua opinião, a medida pode viabilizar compensações por eventuais perdas de arrecadação com o IBS. “Vai compensar a perda de arrecadação dos impostos que estou eliminando, deduzido os ganhos de arrecadação que se possa ter com aumento de impostos de renda”. 

Racionalização tributária 

Conforme previsto na PEC 45/2019, da Câmara dos Deputados, e na PEC 110/2019, do Senado Federal, os principais tributos de produtos e serviços – o ICMS [Imposto Sobre Circulação de Mercadorias e Serviços], o ISS [Imposto Sobre Serviço], o IPI [Imposto sobre Produtos Industrializados] e o PIS [Programa de Integração Social] / Cofins [Contribuição para Financiamento da Seguridade Social] – serão substituídos pelo IBS. 

Conforme especialistas ouvidos pela Agência Brasil, as medidas em discussão no Congresso racionalizam o sistema tributário, simplificam a arrecadação de impostos, taxas e contribuições, evitam incidência em cascata, estabelecem qual ente da Federação cabe cobrar o tributo e, assim, acabam com a guerra fiscal entre estados e municípios. 

O estudo do Ipea prevê que as propostas de reforma tributária em discussão no Legislativo terão efeito distributivo entre Unidades da Federação (UFs) mais ricas e mais pobres. Dezenove estados vão receber mais recursos e mais de 4.500 municípios (de um total 5.570) também serão beneficiados. 

“Nossas simulações indicam que a mudança origem-destino na forma como o novo IBS (em substituição ao ICMS e ao ISS) será apropriado por estados e municípios tem o potencial de promover uma redistribuição da ordem de R$ 25 bilhões das UFs mais ricas para as mais pobres, cujo consumo é maior que a produção. Ademais, a proposta da Câmara teria um efeito distributivo adicional ao prever que a cota-parte municipal sobre o IBS estadual seja distribuída com base na população em vez de no consumo, como na proposta do Senado”, detalha o estudo. 

Apesar de considerar que as duas PECs que correm em paralelo nas duas casas do Congresso Nacional têm “mais similaridades que diferenças, tanto nos seus possíveis efeitos sobre a economia e a vida dos contribuintes como sobre a partilha federativa”, a avaliação do Ipea assinala que, de modo geral, “a proposta da Câmara apresenta maiores impactos redistributivos que a do Senado na esfera municipal. Em compensação, tem prazos mais longos de transição para o novo modelo de arrecadação e partilha, o que suaviza as trajetórias das receitas”.

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Edição: Aline Leal

Weil: Dauer der VW-Vergleichsgespräche ‘völlig offen’

Ein VW Golf Kombi.
pixabay.com

HANNOVER (dpa-AFX) – Mit Blick auf mögliche Entschädigungen für Hunderttausende Dieselkunden von Volkswagen (VW Aktie) hat Niedersachsens Ministerpräsident Stephan Weil die Verhandlungen über einen Vergleich begrüßt. Zum Zeitplan äußerte sich der SPD-Politiker, der als Ministerpräsident seit 2013 auch im Aufsichtsrat von VW sitzt, aber zurückhaltend. “Die Gespräche beginnen gerade erst, noch ist völlig offen, wie lange sie dauern werden und zu welchem Ergebnis sie kommen”, sagte Weil am Freitag der Deutschen Presse-Agentur. “Wir warten nun zunächst den weiteren Verlauf der Gespräche ab.”

Volkswagen und der Bundesverband der Verbraucherzentralen (vzbv) hatten am Donnerstag mitgeteilt, dass sie im Musterverfahren am Braunschweiger Oberlandesgericht über einen Vergleich sprechen. Zuvor hatte VW einem Vergleich lange skeptisch gegenüber gestanden. Die Kläger hoffen nach dem VW-Abgasskandal vor allem wegen eines Wertverlusts ihrer Autos auf Schadenersatz.

Der stellvertretende Vorsitzende der FDP-Bundestagsfraktion, Michael Theurer, forderte den Volkswagen-Konzern auf, alle betroffenen VW-Besitzer zu entschädigen. “VW sollte allen Geschädigten ein Angebot machen, unabhängig davon, ob sie am Musterklage-Verfahren teilgenommen haben oder nicht”, sagte Theurer dem “Handelsblatt” (Freitag). “Das sollte eine Frage der Ehre für VW und Herrn Diess sein.” Herbert Diess ist Vorstandschef der Volkswagen AG./cwe/DP/nas

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Maas: US-Militäroperation folgte auf gefährliche Provokationen Irans

Heiko Maas (SPD).
Sandro Halank, Wikimedia Commons, CC-BY-SA . CC-BY-SA 3.0

BERLIN (dpa-AFX) – Außenminister Heiko Maas bemüht sich mit Kontakten nach Teheran und zur US-Regierung um eine Deeskalation nach der Tötung des iranischen Generals Ghassem Soleimani. “Die US-Militäroperation folgte auf eine Reihe gefährlicher Provokationen Irans. Es ist durch die Aktion aber nicht einfacher geworden, Spannungen abzubauen”, erklärte der SPD-Politiker am Freitag. “Die Folgen für die Region sind schwer absehbar.” Das habe er auch seinem US-Amtskollegen Mike Pompeo “deutlich gesagt”. Maas hatte mit Pompeo telefoniert.

Jetzt gehe es darum, zu verhindern, dass eine weitere Eskalation die ganze Region in Brand setze, so Maas. “Dazu nutzen wir unsere diplomatischen Kanäle auch zu Iran und den Staaten der Region”, sagte der Minister weiter. Er habe auch mit dem EU-Außenbeauftragten Josep Borrell gesprochen. “Seit heute Morgen sind wir in engem Kontakt mit den britischen und französischen Partnern und den anderen Europäern, wie wir gemeinsam am besten auf eine Beruhigung der Lage hinwirken können”, erklärte Maas./cn/DP/nas

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